Calcio

Ghirelli: "Dobbiamo uscire dalla cultura dei fallimenti"

25.04.2020 16:47

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, intervistato da antennaunonotizie.it, fornisce un esaustivo punto della situazione: "Come sto trascorrendo questo periodo? Lo vivo a casa, lavorando più di prima e ringraziando i miei eccezionali collaboratori di Lega Pro, perché lavorano tutto il giorno, e spesso anche la notte, dando una prova encomiabile di attaccamento alla maglia e di professionalità. Contemporaneamente collaboriamo con Price, una delle più importanti società al mondo per quanto riguarda i bilanci aziendali. Questo ci consente un’interazione che si è esplicitata, come primo passo, nell‘analisi dell’impatto economico – finanziario determinato da questo maledetto virus sulle nostre società. La nostra è stata l’unica lega che ha svolto un’analisi simile, anche in riferimento al campionato 2020/21. Abbiamo stimato un impatto conservativo, non dovevamo alzare il prezzo anche in segno di rispetto verso un Paese che soffre, abbiamo fatto un’operazione scientificamente provata. Nello stesso tempo stiamo lavorando su un piano strategico, che non preveda un primo tempo, un secondo tempo, l’emergenza e poi il rilancio, ma che metta insieme questi ultimi due elementi. Ci sono due parole chiave al centro del nostro piano strategico: discontinuità e coraggio. Questa scelta arriva perché siamo ad un bivio, lo eravamo anche prima del virus, perché, dopo le regole, c’eravamo posti il problema di guardare alla sostenibilità economica. Adesso, con questi due punti di riferimento, dobbiamo ripartire in modo strutturato, riformare e reinventare. Dobbiamo definitivamente uscire dalla cultura dei fallimenti, che ha caratterizzato negli anni scorsi la Serie C, dobbiamo mantenere vivo l’originale impianto sociale che ci caratterizza e, con lacrime e sangue, dobbiamo tagliare i costi e investire in settori strategici. Non a caso, due giorni fa, abbiamo dato l’annuncio di aver presentato, per la prima volta, due progetti all’Unione Europea. Il primo, Erasmus Plus, in cui siamo capofila nella formazione, in collaborazione con varie federazioni internazionali e con una squadra spagnola. Il secondo, quello sul Match fixing e sulla lotta per la legalità, in cui compartecipiamo con la Sorbona di Parigi, una delle università più prestigiose al mondo”.

Tema caldo la ripresa dei campionati: "Da qualche giorno – ammette Ghirelli – se mi viene chiesto, rispondo ieri… Fino a poco fa avrei risposto domani. Lo dico perché è evidente che c’è voglia di tornare in campo, se non altro per dare qualche minuto di sollievo, per aiutare gli italiani a staccare, anche solo per un attimo, dalla pesante realtà, per infondere quell’energia positiva di cui abbiamo tanto bisogno. Nello stesso tempo, però, dobbiamo confrontarci con la realtà, determinata dal fatto che, come in guerra, c’è una catena di comando, rappresentata dalle autorità scientifiche e sanitarie, dal governo, dal CONI, dalla FIGC e dalle leghe. Purtroppo, prima che le autorità scientifiche e sanitarie possano dirci come procedere, c’è un convitato di pietra, il virus silente e subdolo, di cui dobbiamo tener conto. Sarà un problema fin quando la ricerca, i farmaci, la straordinaria struttura medico-sanitaria italiana, non riusciranno a devitalizzarlo. Nel momento in cui ci daranno il via libera interverrà il ruolo del presidente della Lega, poi logicamente il dominus nelle scelte è sempre la federazione. Lo dico non per scaricare le responsabilità, ma perché è bene che, soprattutto in guerra, le gerarchie siano ben chiare, per non fare confusione. Si può anche sbagliare, ma non fare confusione. E’ evidente che si porrà la questione del protocollo sanitario che va rispettato".

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