Calcio

Vicepresidente Fifa: "Salveremo il calcio rispettando i tifosi"

17.04.2020 12:10

Victor Montagliani, vicepresidente della FIFA e presidente della CONCACAF (la federazione del Nord America che organizzerà il Mondiale del 2026) ha diretto la commissione che ha cambiato scadenze e regole per gestire a livello mondiale l’emergenza Coronavirus. Ne ha parlato ai colleghi di Tuttosport: "Il rischio di contenziosi sulla riduzione degli stipendi e, soprattutto, sui prolungamenti dei contratti oltre la scadenza naturale del 30 giugno c'è, ma non ci sottraiamo alla nostra responsabilità. Come sempre c’è l’arbitrato della FIFA che è determinante per garantire il rispetto delle regole. Però ci auguriamo, soprattutto in un momento come questo, che prevalga la responsabilità tra le parti e che si arrivi agli accordi tra i club e i giocatori".

Sul mercato non sono state definite date ma si è posto il limite di 16 settimane: "Perché non sarebbe stato possibile gestire un mercato illimitato. Impossibile per le regole, per i club, per i calciatori. E poi serve rispetto per i tifosi: durante le partite, con un mercato continuo, non capirebbero più in quale squadra gioca un calciatore e finirebbero per disamorarsi. Diventerebbe ingestibile anche a livello tecnico. Abbiamo, questo sì, lasciato libertà temporale perché non si conoscono i tempi per la conclusione dei campionati poi, certo, speriamo che si possano armonizzare i tempi il più possibile. Ma è un segnale importante non aver costretto le Federazioni a date fisse sia sul mercato sia sul prolungamento delle stagioni".

Spazio anche alla priorità della FIFA, che non è quella di finire a tutti i costi i campionati nazionali: "Le prorità sono la salute e la sicurezza. Devono essere i responsabili sanitari e i Governi a determinare tempi e modi della ripresa e a dare la luce verde alle Federazioni. La linea è quella espressa più volte dal presidente Infantino: non è questione di primo giugno o di primo agosto, è questione di sicurezza e di garanzia per i giocatori prima, e per i tifosi poi. Il calcio fa parte della nostra vita, come prendere un caffè in piazza con un amico: tornare a giocare sarà il segno del ritorno alla normalità, non un azzardo".

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