Calcio

Picerno - Bitonto, l'inchiesta potrebbe allargarsi

21.06.2019 23:31

I finanzieri stanno setacciando i cellulari degli indagati, con particolare riferimento alle chat di whatsapp e le telefonate effettuate alla vigilia della partita del 5 maggio scorso tra il Picerno e il Bitonto, finita 3-2 per i lucani. I finanzieri, che nella mattinata di giovedi hanno perquisito le abitazioni di 7 giocatori e un dirigente della squadra pugliese, oltre alle sedi delle due società sportive, stanno lavorando intensamente per capire se il risultato sia stato ‘concordato a tavolino’ e, se cosi dovesse essere, perché lo hannno fatto.

Nell’inchiesta si ipotizza il reato di frode in competizione sportiva nei confronti di otto persone: il dirigente Leonardo Rubini e i calciatori Michele Anaclerio, Antonio Giulio Picci, Onofrio Turitto, Francesco Cosimo Patierno, Nicola De Santis, Daniele Fiorentino e Giovanni Montrone.

Secondo l’ipotesi accusatoria alcuni calciatori e dirigenti del Bitonto Calcio avrebbero fatto un accordo illecito “al fine di truccare il risultato della partita – si legge nell’imputazione – in modo tale da favorire il passaggio in serie C della squadra calcistica del Picerno in danno dell’Audace Cerignola che avrebbe dovuto, invece, giocare i play-off per un eventuale accesso tra i professionisti”.

Non è escluso che nelle prossime ore l’inchiesta possa allargarsi ad altri soggetti e ad altre partite dello scorso campionato di Serie D.

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