Calcio

Il calcio d’élite cerca di ripartire ma la Serie D alza bandiera. bianca.

27.05.2020 12:53

 Se per i tre precedenti campionati si sta cercando in tutti i modi di ripartire, la proposta della Lega Nazionale Dilettanti nuota controcorrente. La LND, infatti, esporrà alla FIGC l’idea di congelare le classifiche così come sono e di far retrocedere le ultime 4 squadre di ogni girone (9, ndr), per un complessivo di 36 società che si ritroveranno in Eccellenza. Un’ipotesi che arriva come un fulmine a ciel sereno, visto che negli ultimi tempi sembrava prender piede l’ipotesi di congelare la classifica all’ultima partita giocata e di lasciare i gironi così com’erano, senza retrocessioni. Trentuno delle trentasei società di Serie D di tutta la penisola hanno così deciso di diffidare la FIGC, convinte di essere state coinvolte in un disegno “illegittimo, irricevibile ed umiliante”, diffondendo diversi comunicati per ribadirlo. E allora, la domanda sorge spontanea, il campionato dilettantistico non ricomincia perché non si può o perché non si vuole? Trattandosi di palcoscenici inferiori a quelli delle altre leghe, sarebbe sicuramente più facile riuscire a ridurre l’afflusso delle persone alle partite. Gli addetti ai lavori, infatti, in relazione alla Serie A sono molti di meno. Per ricominciare servirebbe tener fede al protocollo che userà anche il massimo campionato italiano. Ma per la LND non è una strada percorribile. E a questo punto ci facciamo la domanda inversa. Se non si può ricominciare in Serie D, come si può farlo in Serie A? Si riparte, quindi, perché si vuole? Perché l’economia che la muove è più forte di quella dei campionati dilettantistici? Non abbiamo dubbi, però, che ci siano dei protocolli medici molto più sicuri in Serie A, dispositivi economicamente distanti dai club di Serie D. Tra le tante squadre invischiate in questa decisione ce n’è anche una romana, la Pro Calcio Tor Sapienza. Per molti romanisti il nome non è nuovo: è stato il primo club che la Roma ha affrontato nelle amichevoli estive. A neanche un anno da quella partita, dopo essere approdata con una storica promozione in Serie D, il terzultimo posto in classifica l’ha condannata alla retrocessione in Eccellenza, senza dar modo di dimostrare nulla. Il DG del club gialloverde, Davide Cianci, ha proposto un’alternativa allo scenario avanzato dalla LND: congelare le classifiche così come sono e allargare i gironi con sole promozioni senza retrocessioni, in modo da accontentare le prime in classifica che hanno investito tanto e che vedrebbero quindi riconosciuti i propri sforzi. E’ presto, però, per sapere con certezza cosa ne sarà del futuro del campionato. Novità arriveranno nel prossimo Consiglio Federale, ma intanto i club virtualmente retrocessi hanno diffidato LND e FIGC, coinvolgendo in questa iniziativa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo e il Presidente del CONI Giovanni Malagò.

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