Calcio

I club potranno non pagare mensilità di marzo e aprile, protestano i calciatori

21.05.2020 11:58

Il Consiglio federale della FIGC andato in scena nella giornata di ieri si sarebbe spaccato, registrando il voto contrario di calciatori e allenatori, che stanno dando battaglia sul fronte degli stipendi.

Come riporta La Repubblica, la Federcalcio ha deliberato che le società potranno iscriversi anche senza pagare gli emolumenti di marzo e aprile, ai club basterà aprire il contenzioso con i calciatori. Inoltre, la scadenza per saldare maggio (per chi torna in campo) è prorogata al 31 agosto: per i primi 8 mesi del 2020 i calciatori potrebbero dunque incassare solo gennaio, febbraio e maggio (per chi torna in campo) fino al 16 ottobre. A rischiare gli stipendi da marzo ad agosto sono quasi 2000 atleti: il 50% dei professionisti, che comunque prenderanno la cassa integrazione e i calciatori dilettanti per i quali ci sarebbe solo il bonus da 600 euro al mese. 

Sul piede di guerra l'Associazione Italiana Calciatori con Damiano Tommasi che sbotta: "Sapete che cosa significa? Che siamo stati in campo fino al 15 marzo, che i calciatori hanno lavorato con il preparatore atletico per tutto il lockdown e ora tu puoi pure non retribuirli. E se fanno causa danno pure la possibilità al club di non pagarli fino ad agosto! Sono deluso e preoccupato. Si prendono delle decisioni con mascherine e call conference, e poi si mandano in campo gli altri. Cioè i calciatori. Ed ecco come sono ripagati. Gli imprenditori del calcio chiedono i soldi a tutti – Uefa, Fifa, governo – per non pagare i calciatori…E noi dovremmo essere contenti? Domani ci vedremo, analizzeremo la situazione. Sono veramente deluso e preoccupato per come vanno le cose in questa Federazione e in questo calcio".

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