Calcio

Lnd, il Presidente Sibilia a ISP: 'Ripescaggi? In D c'è la certezza dei regolamenti'

L'intervista rilasciata dal numero uno della Lnd a ITASportPress

10.05.2019 12:21

Presidente, si è concluso un campionato che senza considerare l’appendice dei play off e play out si è rivelato esaltante per la presenza di club storici come Bari, Cesena, Modena e Avellino. Qual è il suo bilancio?

“La Serie D è la punta di diamante dell’universo della Lega Nazionale Dilettanti, un esempio per gli altri paesi europei per qualità e organizzazione. Ha un ruolo nevralgico nel sistema calcio italiano, con la sua funzione di cerniera tra il mondo professionistico e quello dilettantistico. La D ha caratteristiche uniche. Un campionato che è seguito appassionatamente da grandi masse di tifosi, legati ai colori sociali ed alle tradizioni non solo calcistiche di città piccole, grandi medie e ultimamente capoluoghi di Regione, in un Paese come il nostro che ha soprattutto una storia comunale”.

Il vostro torneo non ha avuto, come in Serie C, il fallimento di società in corsa. Un segnale incoraggiante in prospettiva futura.

“Quando si lavora bene i risultati arrivano. Sono almeno quindici anni che la Serie D contempla l’obbligo dell’utilizzo di quattro juniores in campo e continuerà a farlo. Puntando sui giovani le società investono sul futuro, contengono le spese evitando di fare il passo più lungo della gamba. Diamo al professionismo società sane, con i conti in ordine, sia piccole realtà virtuose sia club blasonati che sono ripartiti rafforzando le fondamenta”.

Entriamo nel discorso tecnico: qual è stata la squadra rivelazione del campionato?

“Non voglio fare nomi perché non voglio scontentare nessuno. Mi piace sottolineare che in tutti i gironi ci sono state sorprese sia in vetta che in coda alle classifiche. In D nulla è scontato, c’è spazio per chi sa fare calcio al di là dell’impegno economico”.

La sorpresa in negativo è forse il Trento, capoluogo con 118 mila abitanti retrocesso in Eccellenza. E’ d’accordo?

“Capisco la delusione di una piazza così importante ma la Serie D è un campionato impegnativo, può succedere di incappare in una stagione storta. Auguro al Trento una pronta risalita”.

Il club trentino spera nel ripescaggio, ma c’è già una risposta in merito ai criteri che adotterà la Lega Nazionale Dilettanti?

“Un punto di forza della Serie D è la certezza dei regolamenti. I criteri sono sempre gli stessi come la tempistica di pubblicazione dei comunicati ufficiali che scandiscono modi e tempi per eventuali ripescaggi”.

L’ultima giornata del campionato è stata avvincente anche se, come succede in Italia, le squadre  senza motivazioni “staccano la spina” e in mancanza di una sana cultura sportiva, molti risultati risultano sorprendenti come avvenuto nel Girone C dove tutte le pericolanti hanno vinto in trasferta eccetto il Levico. Si può fare qualcosa partendo dai dilettanti per cambiare questo atavico problema?

“Tra Scudetto, Play Off, Play Out e retrocessioni dirette la Serie D è strutturata in modo tale che molte squadre rimangono in lizza per un traguardo fino all’ultima partita. Può succedere che ci siano club senza interessi, purtroppo in questi casi dipende dal comportamento della singola società. Guardando l’andamento delle ultime stagioni comunque i casi sono sporadici”.

La Lega Nazionale Dilettanti è di nuovo protagonista nel sistema federale, ma quale riforma realizzerebbe in tempi rapidi per migliorare il calcio?

“Di sicuro ci attende un periodo di grandi riforme e tra queste c’è quella del semiprofessionismo: serve un’area ben delimitata, anche dal punto di vista fiscale e tributario, per abituare le società e i calciatori al mondo del professionismo. Una sorta di apprendistato, così come avviene per altre categorie di lavoratori”.

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