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Gagliano: «Tanti presidenti rinunceranno al calcio...»

13.04.2020 12:38

Dopo mesi di silenzio, a seguito del ribaltone che lo defenestrò dal ruolo di presidente del Comitato Regionale Campania, proprio lui che di Cosimo Sibilia fu leale e stretto collaboratore, torna a parlare Salvatore Gagliano intervistato dai colleghi di Salerno Today.

Impossibile non parlare del tema coronavirus e le ripercussioni sul calcio italiano e dilettantistico in particolare: «Penso che al momento il calcio non sia assolutamente una priorità, visto che tutti siamo molto concentrati sul problema sanitario che interessa indistintamente tutti e ne seguiamo gli sviluppi con grande attenzione e trepidazione (...) Se pensa che non ipotizzano di riaprire le scuole nemmeno per gli esami di stato, si può mai pensare che si dia via libera al gioco del calcio? No, io lo escludo (...) anche gli stessi addetti ai lavori (dirigenti, tecnici e calciatori) sono scettici rispetto all’ipotesi di ricominciare (...) se il presidente degli arbitri Italiani, Marcello Nicchi, si preoccupa dei suoi arbitri che operano in sale Var piccole, al punto tale di ipotizzare di non autorizzarli a svolgere tale ruolo, immagina lei cosa possa significare per una società dilettantistica spogliarsi e fare la doccia in pochi metri quadrati di uno spogliatoio? E poi non ci dimentichiamo che comunque noi parliamo di calciatori dilettanti. E chi si assumerebbe una responsabilità così elevata? I giovani calciatori vanno assolutamente tutelati. E questa si è una autentica  priorità (...) I costi sono decisamente elevati e dopo una crisi economica, che certamente ci sarà dopo tale drammatica situazione, penso che in tanti avranno delle difficoltà obiettive nel dover finanziare le proprie società e di conseguenza rinunceranno».

Gagliano non manca di fornire il proprio parere anche sul problema dell'eventuale mancata ripresa dei campionati: «Per le classifiche sarà un bel rebus decidere, ma penso che il problema sarà superato in quanto le defezioni di tante società, serviranno ad accontentare le società che desiderano partecipare a campionati maggiori. Sotto l’aspetto economico sicuramente le società chiederanno dei rimborsi non avendo terminato i rispettivi campionati in corso e là ci vorrà tanto buonsenso da parte di chi governa il calcio a comprendere che anche le società il danno lo hanno ricevuto, eccome».  

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