Tra conferme e rivelazioni, il Picerno di Arleo a un passo dall’obiettivo stagionale

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Una recente formazione del Picerno (foto Rocco Capece)

L’obiettivo stagionale è stato quasi raggiunto e la promessa di non soffrire come accaduto l’anno scorso è stata mantenuta. Il Picerno si gode i suoi 35 punti e intravede una salvezza che soltanto un anno fa rappresentava una chimera. La società presieduta dal presidente Curcio in pochi mesi è stata brava a mettersi alle spalle la delusione per la retrocessione in Eccellenza per ripartire con grande entusiasmo e programmare un pronto ritorno in D ottenuto grazie al ripescaggio estivo. Risultato? Un campionato in linea con i programmi d’inizio stagione, iniziato con qualche sofferenza di troppo, vuoi per gli infortuni, vuoi per qualche gol annullato, che ha impedito di portare a casa ulteriori punti.

Pasquale Arleo in conferenza stampa (foto Rocco Capece)

A Pasquale Arleo va dato merito di esser diventato capitano di una nave che affondava (prese la squadra a gennaio di un anno fa con soli sette punti) e di averla rimessa in sesto puntando tutto sul lavoro e contando su una dirigenza che l’ha sempre sostenuto individuando in lui l’uomo del rilancio. Il Picerno oltre ad essere attualmente la squadra lucana con più punti in classifica è anche una delle realtà più solide in un panorama calcistico, quello dilettantistico, dove sono sempre meno le società che rispettano gli impegni presi con i propri tesserati. La scelta del dg Mitro, di ripartire da quegli elementi che tanto bene hanno fatto lo scorso anno ha pagato e riconfermare i vari Esposito, Ioime, Agresta, Conti non ha fatto altro che accelerare l’integrazione dei nuovi. La stella della squadra è il capitano Esposito, giocatore in grado di fare la differenza nonostante sia stato assente per gran parte del girone d’andata a causa di numerosi infortuni che ne hanno condizionato rendimento e continuità dopo le sirene di mercato che l’estate scorsa l’hanno visto ad un passo dalla Lega Pro. Il Picerno non è solo Esposito e gode di numerose individualità.

Raffaele Ioime

Da menzionare c’è Raffaele Ioime, portiere classe ’87 che dopo un passato tra B e Lega Pro con Latina e Ischia è diventato uno dei punti di forza. Nel reparto difensivo Impagliazzo ed Ola hanno costituito una coppia affiatata e difficile da superare con l’impiego ad intermittenza anche di Giovanni Conti. Da non dimenticare anche l’apporto fondamentale di Giuseppe Lolaico, che con i suoi tre gol ha riscoperto una seconda giovinezza assieme al tecnico che lo ha lanciato nel calcio che conta. Ma questi sono solo alcuni degli esempi da prendere in considerazione per spiegare la forza di un gruppo unito con i più esperti Franzese, De Cristofaro ed Agresta che hanno sempre lavorato dietro le quinte garantendo i giusti equilibri in mezzo al campo e facendo da chioccia. Diverse le piacevoli rivelazioni tra gli under, prima fra tutti quella di Rodrigo Perez Casada ’96 autore di 5 reti al suo primo anno in Italia dopo essere arrivato in punta di piedi dall’Uruguay, precisamente dall’Atletico Fenix. In grande spolvero anche il terzino Davide La Gioia (’97), proveniente dal Taranto e già sul taccuino di qualche società di categoria superiore. Tutti ingredienti giusti per un futuro roseo e con l’obiettivo di non essere più una matricola, ma una realtà solida che possa alzare anno per anno l’asticella dei propri obiettivi.

Federico Pellegrino
Twitter @seriedmagazine